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Una pagina dedicata agli artisti più famosi. Con empatia si proverà ad evocare ciò che forse l’autore intendeva trasmettere.

La persistenza della memoria

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Salvador Dalì – “La persistenza della memoria” 1931

Passato, presente e futuro sono entità astratte, pure convenzioni determinate dal razionalismo illuminista. Infatti Dalì in questa raffigurazione trasmette il relativismopersistenza-della-memoria_persistence-of-memory temporale. Baumann parla di società liquida e allo stesso modo Dalì trasmette questo liquefarsi del tempo che diviene un surrogato della “realtà” che non è fatta di regole rigide, di costrutti teorici o di misurazioni convenzionali, bensì la realtà è cosi come ci appare, dal punto di vista fenomenologico cioè delle nostre esperienze conscie.  Qui vediamo il tempo, quello comune a tutti prescritto dagli orologici, che ne sono il simbolo, liquefarsi al sole in un deserto come se l’ora fosse reale soltanto per se stessa, quindi soggettiva e realativa. Sullo sfondo si intravede dell’azzurro mare come se al di là di questo deserto esistesse della vita oltre, una nuova nascita, un nuovo inizio oltre la convenzione sociale che ci costringe in una morsa del fai in fretta e della scadenza. L’unica persistenza della realtà è quella soggettiva, quella della memoria e del sogno. Nella memoria persistente passato, presente e futuro si sgretolano fondendosi nella coscienza in un unica percezione immanente. Evocativo di tempo infinito, di un esistenza ultraterrena e di una lotta contro il razionalismo disperato che etichetta l’uomo stesso come fosse una macchina che agisce e reagisce secondo regole predeterminate. Invece forse “al di là” del tempo, “al di là” delle percezioni esiste altro, un altro, forse, pieno di luce.

F. Gardelli

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