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Una rubrica dedicata alla psicosomatica.

Psicosomatica: dualismo e malattia

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psicosomatica vetruNoi siamo maschere attraverso cui risuonano gli Dei”. Questa frase di James Hillman serve come metafora per avvicinarci ad una visione meno auto-centrica dell’uomo. Hillman intende illuminarci su una visione policentrica dell’uomo, in cui ogni espressione psichica costituisce l’emersione di uno di questi centri. Noi siamo soltanto una rappresentazione, una maschera di un dramma inscenato da più attori (Dei): se dessimo solo attenzione ad una parte, ad un solo centro, le altre parti trascurate non avrebbero voce per esprimersi e rimarrebbero offese. Forse le malattie non sono altro che l’espressione di questa mancanza di rispetto, oppure sono degli “agenti alieni” da cui dobbiamo difenderci che attaccano il nostro corpo. Quest’ultima accezione sarebbe equivalente a dire che “La psicologia è la biologia” come affermava K. Goldstein nella sua teoria organismica, un noto neuropsichiatra statunitense, che sosteneva, sì una concezione olistica e unitaria, ma specificamente fondata sull’organismo. Non credo che si possa rispondere a questo interrogativo causale, ma sicuramente si può offrire un panorama di riflessione sull’argomento.

dualism m“Cielo e terra”, infinito e finito, spirituale e materiale, bene o male,  si potrebbero stilare migliaia di dicotomie di questo tipo, senza mai giungere ad un valore di verità assoluto. L’uomo da secoli tenta incessantemente di spiegare i fenomeni della natura attraverso l’intelletto e la ragione. Là dove appare qualcosa di non spiegabile attraverso la cosiddetta scienza si applica una scissione che divide la realtà in ciò che è empiricamente fondato e in quello che è intuitivamente ipotizzato (ma che per inferenza deve esistere, anche se non è tangibile). Questa ghettizzazione del sapere ha permesso degli enormi passi avanti nella medicina e nella scienza (vedi l’invenzione dei vaccini che ha ridimensionato enormemente il problema delle malattie infettive che falcidiavano milioni di vite) ma è un limite alla conoscenza della vita.

Oltre ad effetti positivi, la lacuna conoscitiva perpetuata dal dualismo di Cartesiana natura rischia di creare effetti alquanto inaspettati in merito alle relazioni fra mente e corpo che sono a tutti gli effetti un sistema complesso, le cui funzioni si espletano nella vita di tutti i giorni interagendo dinamicamente con l’ambiente fisico e sociale. Le parti di questo sistema prese singolarmente non svolgono più le medesime funzioni, ma diventano entità distinte con un’altra “gestalt”: nel senso di forma, struttura o configurazione. Inoltre una volta scisse in due dimensioni distinte presentano diverse leggi rispetto alle cause, al modo in cui agiscono e allo scopo.

Il sistema uomo è dunque caratterizzato dalle sue molteplici dimensioni e funzioni esistenziali e fisiologiche, non è indagabile in modo esatto da una logica deterministica, in quanto opera anche attraverso processi simbolici quindi emotivi e sociali. Il pensiero si conforma ad una bi-logica in cui la realtà ci appare come un regno del “come se”. Questa simbolizzazione nel somatico (somatizzazione) si manifesta in alcune malattie denotate dai più come malattie psicosomatiche. Jung mette in contrapposizione due entità astratte: la realtà concreta (Realität)  e ciò che agisce su di noi a prescindere dalle constatazioni razionali (Wirklichkeit). Concludendo, è importante tenere presente, come ci ha fatto notare l’analista svizzero, che “E’ reale ciò che agisce”.

Dott. Fabio Gardelli

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